si torna in mediterraneo! - blog 14

La situazione è la seguente: Nuova barca = nuova qualifica

Ebbene sì: tutte le miglia qualificative che avevo percorso a bordo di Gigali non sono valide per qualificarmi alla Mini Transat 2027.

Ma facciamo un passo indietro, una volta per tutte: come ci si qualifica per la Mini Transat?

  1. Lo skipper deve innanzitutto possedere una serie di qualifiche personali (corso di primo soccorso, corso di sopravvivenza in mare, corso di utilizzo del VHF, ecc.).

    2. lo/la skipper — con la barca con la quale intende partecipare alla Mini Transat — deve completare, e far convalidare dalla classe Mini, la cosiddetta “qualifica”.
    La qualifica consiste in un percorso di 1000 miglia nautiche in solitario, senza assistenza e senza scalo, durante il quale lo skipper deve portare a termine una serie di compiti, come ad esempio un punto nave con il sestante.
    Anche la data di completamento della qualifica è importante: in caso di parità tra due concorrenti, viene selezionato chi ha terminato la qualifica per primo.

    3. E’ necessario partecipare al maggior numero possibile di regate rispetto ai propri concorrenti (il minimo è di 1700 miglia in regata, ma per entrare nella lista ufficiale degli iscritti alla Mini Transat ne servono almeno 3000).

Il binomio barca–skipper è imprescindibile: se si cambia barca, si riparte da zero.

Questo piccolo preambolo serve a spiegare la mia necessità di fare più regate possibili e completare la qualifica il prima possibile.

In Francia, l’ultima regata dell’anno è la PURU, mentre nel Mediterraneo ci sono ancora due regate utili per accumulare miglia.
E quindi… via verso il Med!

Le due regate a cui avevo deciso di partecipare erano la Mare Nostrum (500 miglia intorno alle isole Baleari, in doppio) e la Imperia Cup (280 miglia in solitario, nell’arcipelago ligure).
Per completare il cerchio, sarei poi partita per la qualifica subito dopo l’Imperia Cup, così da poter tornare in Atlantico con quasi 800 miglia qualificative e la qualifica completata.

Rientro a La Rochelle da Port Bourgenay, metto la barca in secca, disalbero e raccolgo tutto il necessario per affrontare due regate più la qualifica:
cibi liofilizzati, carte nautiche, vele da regata e da trasferimento, pezzi di ricambio, sestante, logbook, abbigliamento tecnico per ogni stagione, cassetta degli attrezzi… insomma, tutto ciò che serve per sopravvivere e navigare.
Poi, via verso Barcellona!

Nel frattempo, non avendo previsto questa voce di spesa nel budget annuale, mi prendo due settimane di lavoro come skipper in Italia per pagare il trasporto via terra della barca. Perché sì, a noi… riposarci non piace 🙂

Dopo 14 giorni, La Fripouille e io ci ritroviamo finalmente a Barcellona, o meglio, al porto di Garraf.

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