…si torna in italia!

Dopo aver sistemato la barca, mangiato, dormito, mangiato, dormito e ancora mangiato… Nic ed io siamo pronti per attaccare la to-do list e prepararci per il trasferimento a Imperia: 350 miglia nautiche sportive.

La to-do list è molto ampia, ma è normale: sono lavori che vorrei fare sulla barca e per i quali non ho mai avuto tempo. Ho preso possesso della barca due giorni prima della PURU, poi l’ho trasferita in fretta e furia in Mediterraneo per fare queste dure regate, e vorrei anche riuscire in fretta a fare la qualifica per poi tornare in Atlantico ad allenarmi e dedicarmi a trasformare la Fripouille a mia immagine e somiglianza.

Qualche lavoro, comunque, andava fatto subito: per esempio stavamo per perdere l’antenna AIS-VHF. Queste barche con la prua tonda, se per sbaglio sbattono su un’onda, creano vibrazioni incredibili che arrivano in testa d’albero come un terremoto. Durante la PURU ho perso la stazione del vento, che ora ho fissato in sicurezza e non si muove più. Avevo però trascurato l’antenna (che per fortuna non ho perso, ma ci mancava poco) e che ora è anch’essa solida e ben attaccata.

Ho rifatto il circuito della briglia del bompresso (downfucker, caricabasso del bompresso… come dir si voglia), dei lashing in giro per la barca e qualche connessione elettrica.

Per rendervi partecipi del “day to day”, voglio descrivervi la difficoltà di svolgere un’attività tutto sommato molto semplice: la spesa.

Dal circolo di Garraf dove ci trovavamo non esiste un supermercato. Vi chiederete come sia possibile — ce lo siamo chiesto anche noi — eppure la verità è che per fare la spesa bisogna:

  • avere una macchina, che purtroppo non avevamo;

  • dirigersi a Barcellona: 1 ora di treno e 20 minuti a piedi per arrivare al supermercato più vicino;

  • dirigersi in una delle località vicino a Garraf, munite di supermercato.

Optiamo per la terza opzione. Arrivati in un centro abitato vicino a Garraf, dopo un viaggio in autobus, raggiungiamo il supermercato dove ci sbizzarriamo acquistando cibo più pesante del solito, che non avevo fatto imbarcare al povero Niccolò durante la regata per essere più leggeri: scatolette di tonno, pomodori, pane. Questo ci rende estremamente entusiasti di affrontare i prossimi tre giorni in mare.

3, 2, 1… Partiti! La mattina verso le 11, insieme alla termica che faceva capolino, usciamo dal porto con la prua verso Imperia. Un trasferimento fantastico fino a Monaco: tutto il Golfo del Leone alle portanti, con una prima giornata caratterizzata da 20–25 nodi e planate a 15 nodi sotto spi max. Abbiamo incontrato anche due balene (che sono la mia grande enorme passione dopo le barchette a vela).

Da Monaco in poi iniziamo a tenerci un pochino più distanti dalla costa a causa di diversi temporali giganti, tipici dell’inizio di settembre in Mediterraneo. Usciti dall’influenza del Maestrale del Golfo del Leone ed entrati nell’aria disturbata dei temporali, iniziamo a bolinare per circa 20 ore fino all’arrivo a Imperia, che sembrava non avvicinarsi mai.

È molto bizzarro tornare in Italia con il mini: un nuovo mini, e forse anche una nuova me.

Sono contenta di regatare nelle acque di casa; sarà la prima regata da sola con la Fripouille, speriamo vada bene.

Per ora sono semplicemente felicissima di fare una doccia e dormire su un vero letto, dato che dormo a bordo da quando sono arrivata a Barcellona!

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