IT HAS BEEN A LONG TIME - blog 6

Mi dovete perdonare, vi ho abbandonati per molti mesi, ma sarà mia premura raccontarvi tutto quello che ho vissuto questi mesi, come se stessi ancora vivendo quel giorno.

Oggi è’ il 15 ottobre 2025, quindi dovrei essere a La Palma ad attendere la partenza della seconda tappa della mini transat, ed invece no, sono a La Rochelle e domani ho un blocco di quattro giornate di allenamento, non più con Gigali, ma con La Fripouille, la mia nuova barca.

Voi direte “ma sei pazza? Dopo due anni di sbatti incredibili decidi di non partecipare?”. Avete ragione, ma la storia è un pò più complicata di così.

Dopo essermi trasferita a gennaio 2025 a La Rochelle, ho iniziato a collezionare una serie di problematiche con Gigali, fra cui due eventi che ora vi racconterò, di cui uno quasi insormontabile.

EVENTO #1

Durante la Mini en Mai, regata di 500 nm in solitaria in Francia (per i non addetti al lavori, la prima volta che navighi 500 nm nell’Oceano Atlantico in solo, con le sue forti correnti, gli scogli sommersi, i luoghi mistici tipo il “Raz de Sein”, il freddo che comunque non ti lascia mai… emotivamente fa effetto), nella terza notte di regata, ruppi un timone, non lontano da un arcipelago di scoglietti, mi dovetti buttare in acqua, di notte, con 25 nodi e un’onda ATLANTICA ben formata, per tagliare il timone.

Lo scenario era il seguente: Avevo fatto una bella rimonta, ero felice di aver recuperato, navigavo bene ed ero contenta. Il vento inizia ad aumentare, eravamo sotto spi (andatura nella quale la barca è più veloce), e intorno a me tutte le altre imbarcazioni riescono a navigare con molta più vela, io devo ridurre molto prima perchè la mia barca non regge, è instabile, straorza.

Riduco le vele e continuo a navigare, guardando le barche vicine con gli skipper comodi, asciutti, con quasi tutte le vele spiegate, veloci.

Arriviamo ad un waypoint di percorso, che ci forzava ad orzare 20 gradi (stringere il vento e rendere la situazione più spicy), dunque scelta da prendere: ammetto l’inferiorità del mio mezzo e metto il gennak (vela più piccola, leggermente più stabile), oppure provo a rimanere con il mio pacchetto di barche con lo spi medio (vela più grande, più “aggressiva”), decido per il medio.

Tempo cinque minuti il timone esplode. Non vi racconto la difficoltà di ammainare le vele (soprattutto lo spi) con la barca senza controllo. Non so come, riesco ad ammainare tutte le vele, spi compreso, senza danni, senza disalberare, senza rompere nessuna vela.

Dopo essermi buttata in acqua per rimuovere la pala rotta che fungeva da foil con portanza negativa, armo il fiocco e provo a navigare verso il primo porto disponibile. Per fortuna la barca riesce ad andare in rotta.

Ho navigato in queste condizioni per 13 ore prima di arrivare in porto, e chiaramente abbandonare la regata, e mi sono posta tantissime domande.

Cos’è che mi fa brillare gli occhi quando si parla di navigazione in solitario? Per me la risposta è la competizione, sapere che da sola sono riuscita a portare la barca bene, a prendere ottime scelte tattiche e strategiche, a utilizzare le vele giuste al momento giusto, a gestire me stessa, la stanchezza, le allucinazioni, la concentrazione, l’umore a bordo.. e di farlo con una compagna (la barca) alla quale dedico tutto il mio tempo, le mie attenzioni, le mie risorse, perchè io mi prendo cura di lei quanto lei si prende cura di me.

Eppure ora mancava un fattore.. io non ero più certa che lei si sarebbe presa cura di me. Il fatto che strutturalmente lei non sia in grado di navigare come le altre barche, questo mentalmente mi uccide, mi annienta, fa venir meno il mio puzzle perfetto del “Cos’è che mi fa brillare gli occhi quando si parla di navigazione in solitario? “.

In ogni caso, non mi arrendo.

Arrivo a terra e, nella stessa giornata (e rigorosamente senza telefono in quanto chiaramente ero senza in regata), tiro fuori la barca dall’acqua, la metto sul carrello, smonto quel che rimane del timone, trovo un nuovo timone, trovo chi può prestarmi una macchina e parto per tre ore di viaggio per andarlo a prendere.

Sono le 23:35 e domani ho allenamento, quindi continerò a raccontarvi domani sera !

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